sabato 1 giugno 2013

I governanti ci vogliono uccidere.

Bella intervista ad Ida Magli.
Analisi lucidissima ed incontestabile.
Dal sito www.mxpress.eu:

La denuncia di Ida Magli: “I governanti ci vogliono uccidere” 

di Marco Calafiore


Minimalista, depressa, costantemente sull’orlo del baratro. E’ questa l’Italia che vuole l’Europa? O è la conseguenza di errori politici? Ne discutiamo con Ida Magli, antropologa e saggista italiana. Nel suo lavoro ha applicato il metodo antropologico alla cultura occidentale, pubblicando i risultati delle ricerche in numerosi saggi dedicati al cristianesimo, alla condizione delle donne, agli strumenti della comunicazione di massa. Ida Magli, nel 1997, con il suo saggio “Contro l’Europa”, ha previsto ciò che oggi sta accadendo in Europa, in Italia.
Dal 1997 lei afferma che l’Europa, questa Europa, è dannosa per l’Italia. Come spiega l’europeismo italiano a tutti i costi?
Sono i governanti, i politici, i sindacalisti, più qualcuno dei grandi industriali per ovvi motivi di allargamento del mercato, ad aver imposto l’europeismo italiano a tutti i costi. Lei fa bene a sottolineare che è ‘italiano’: in tutti gli altri paesi, sebbene i governanti spingano verso l’unificazione europea, non c’è l’assolutezza che c’è in Italia, naturalmente anche a causa dell’obbedienza dei mezzi d’informazione nel tenere il più possibile all’oscuro i cittadini sugli scopi dell’Europa e sui suoi aspetti negativi, un’obbedienza quasi incredibile. Faccio un solo esempio: tanto Mario Monti quanto Emma Bonino sono stati compartecipi del più grosso scandalo avvenuto in seno al governo europeo (La Commissione Santer: Commissione Europea in carica dal 1995 al 1999, quando è stata costretta alle dimissioni perché travolta da uno scandalo di corruzione – ndr) e costretti alle dimissioni con due anni di anticipo dalla scadenza del mandato per motivazioni ignobili quali nepotismo, contratti illeciti, enorme buco di bilancio, come recitala Gazzettaufficiale dell’UE. Ma nessun giornalista lo dice mai e nessuno l’ha mai sottolineato, neanche quando Mario Monti è stato capo del governo e oggi in cui Emma Bonino è ministro degli esteri nel governo Letta.”
Quali sono gli interessi in gioco?
“I motivi di esclusivo interesse per i governanti sono molti, ma mi fermo a illustrarne soltanto due. Il primo è di carattere politico: distruggere gli Stati nazionali e per mezzo dell’unificazione europea, distruggere i popoli d’Europa, ossia i ‘bianchi’, facilitando l’invasione degli africani e dei musulmani per giungere a un governo ‘americano mondiale’. Naturalmente per la grande maggioranza degli italiani, quella comunista, l’universalizzazione era già presente negli ideali marxisti ed è persistita, malgrado le traversie della storia, fino ad oggi in cui vede finalmente realizzati i propri scopi nel governo Letta. Si spiega soltanto così la lentezza e la tortuosità che sono state necessarie per giungere al governo Letta: era indispensabile creare le condizioni che giustificassero il vero governo ‘europeo’, abilitato a distruggere l’Italia consegnandola all’Europa. Il secondo motivo è esclusivamente d’interesse personale: si sono costruiti, spremendo e schiacciando il corpo dei sudditi, un grande ‘Impero’ finto, di carta, che non conta nulla e non deve contare nulla in base ai motivi che ho già esposto, ma che per i politici dei singoli Stati è ricchissimo. Ricchissimo di onori, di benemerenze, di poltrone, di soldi. Governare oltre cinquecento milioni di persone, con tanto di ambasciate aperte in tutte le parti del mondo, fa perdere la testa a questi politici che vengono dal nulla e che non sono nulla e che, quando manca una poltrona in patria, la trovano in Europa per se stessi, parenti, amici, amanti, con un giro immenso di possibilità e libero da ogni controllo. Non c’è praticamente nessuno dei politici oggi sulla scena che non sia stato parlamentare europeo: Napolitano, Bonino, Monti, Prodi, Letta, Rodotà, Bersani, Cofferati e tanti altri ancora, con un ricchissimo stipendio e benefici neppure immaginabili  per i comuni lavoratori. Essere parlamentare europeo significa anche impiegare il poco tempo passato a Bruxelles a tessere i legami e scambiare i favori utili per la futura carriera in patria, godendo anche alla fine di questi ben cinque anni di dura fatica, di una cosa strabiliante: la pensione per tutta la vita.”
In un suo recente intervento ha affermato che non c’è nessuna luce al termine del tunnel della crisi. Il tunnel è dunque la realtà alla quale dobbiamo abituarci?
“Sì, il tunnel è la realtà. Non dobbiamo abituarci, però, anzi: dobbiamo guardarla in faccia come realtà. Niente di ciò che dicono i politici prospettando un futuro miglioramento nel campo economico è vero e realizzabile, perché non possiamo fabbricare la moneta, come fa ogni Stato sovrano (Come fanno in questi giorni il Giappone e l’America per esempio – ndr). Una moneta uguale fra paesi diversi è una tale aberrazione che non è possibile credere a un errore compiuto dai tanti esperti banchieri ed economisti che l’hanno creato, fra i nostri Ciampi e Prodi. E’ stato fatto volutamente per giungere a una distruzione.”
Per distruggere cosa?
L’introduzione dell’euro ha sferrato il colpo di grazia all’economia degli Stati. Se viceversa si fosse trattato davvero di un errore, allora perché, invece di metterli alla gogna, continuiamo a farci governare da quegli stessi banchieri ed economisti che non sopportano la minima critica all’euro? Dunque la situazione economica continuerà ad essere gravissima e il solerte Distruttore si prepara a consegnarci all’Europa sostenendo che mai e poi mai potremo mancare agli impegni presi e che per far funzionare l’euro bisogna unificarsi sempre di più. Questa è la meta cui si vuole giungere. Visto che la moneta unica non funziona, perché sono diverse le produzioni dei singoli Stati, cambieranno forse queste produzioni unificando le banche e le strutture economiche? Bisogna farsi prendere per imbecilli non reagendo a simili affermazioni. L’unica possibilità che abbiamo per salvarci è che sorga qualcuno in grado di organizzare una forza contraria. Io non lo vedo, ma lo spero. Lo spero perché l’importante è aver capito, sapere quale sia la verità, guardare in faccia il nostro nemico sapendo che è ‘il nemico’.”
In Italia, come in altri paesi colpiti da questo nuovo assetto di mercato che tanti chiamano crisi economica, spesso il suicidio è visto come una soluzione. Come si spiega antropologicamente che è meglio morire invece di ribellarsi?
“La spiegazione si trova in quello che ho detto: i governanti ci vogliono uccidere, lavorano esclusivamente a questo scopo, obbligandoci a fornire loro le armi per eliminarci il più in fretta possibile. Questo è il ‘modello culturale’ in cui viviamo. In base alla corrispondenza e l’interazione fra modello culturale e personalità individuale, chi più chi meno, tutti gli italiani percepiscono il messaggio di condanna a morte che i governanti hanno stabilito per noi in ogni decisione che prendono, in ogni discorso che fanno, in ogni persona che scelgono, in ognuno dei decreti, delle leggi che emanano e delle tasse che impongono. E tuttavia non se ne può parlare: la condanna a morte è chiara ma implicita, sottintesa, segreta, nascosta perché ovviamente l’assassinio individuale così come il genocidio di un popolo, è un delitto e non si può accusarne il governo, il parlamento, i partiti: nessuno. E’ questo il motivo per il quale ci si uccide: l’impossibilità a parlarne, a dirlo chiaramente perfino a se stessi, a fare qualsiasi cosa per evitarlo e ad accusare il proprio ‘padre’. Neanche Shakespeare sarebbe stato in grado di descrivere la tragedia che stiamo vivendo, per la quale stiamo morendo. Qualcuno riesce forse a rendersi conto di che cosa significhi eliminare volontariamente i ‘bianchi’, la civiltà europea, invece che tentare di allontanare il più possibile questa fine, di imprimere nella storia lo sforzo per la salvezza? Qualcuno riesce a concepire un delitto più nefando di questo: che si siano assunti il compito di agevolare  questa morte soprattutto gli italiani, i governanti italiani, quando viceversa avrebbero dovuto essere loro a impedirlo, a voler conservare il più possibile l’immensa Bellezza che gli italiani hanno donato al mondo?

venerdì 31 maggio 2013

E alla fine fu il Verbo.

Sempre più vicini all'approvazione della legge contro il revisionismo storico.
Dal sito www.noreporter.org, sia la notizia che il commento finale:

Pronta la legge per l'obbligo di ripetere la storia come la si racconta senza licenza di verificarla
La senatrice del Pd Silvana Amati, componente dell'ufficio di Presidenza di Palazzo Madama, ha ripresentato, con il collega del Pdl Lucio Malan, il disegno di legge dal titolo ''Modifica all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6,7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale''. Il disegno di legge, firmato dai capigruppo Luigi Zanda (Pd), Renato Schifani (Pdl), Gianluca Susta (Sc), Loredana De Petris (Sel) e Vito Crimi (M5S), porta la firma di quasi 100 senatori di tutti i gruppi parlamentari eccetto la Lega Nord e si prefigge di punire le nuove forme di negazionismo dell'Olocausto e dei crimini contro l'umanità, perpetrate anche attraverso i nuovi media.
In particolare, sono previste ''la reclusione fino a 3 anni e la multa fino a 10 mila euro'' per ''chiunque pone in essere attività di apologia, negazione, minimizzazione dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra'', così come definiti dallo statuto della Corte penale internazionale o ''propaganda idee, distribuisce, divulga o pubblicizza materiale o informazioni, con qualsiasi mezzo, anche telematico, fondato sulla superiorità o sull'odio razziale, etnico o religioso, ovvero, con particolare riferimento alla violenza e al terrorismo, se non punibili come più gravi reati, fa apologia o incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, anche mediante l'impiego diretto od interconnesso di sistemi informatici o mezzi di comunicazione telematica ovvero utilizzando reti di telecomunicazione disponibili''.
'Negli ultimi anni, anche nel nostro Paese - spiega la senatrice Amati - è diventato sempre più evidente il drammatico aumento di forme di razzismo e di negazione di fatti storici incontrovertibili, come lo sterminio degli ebrei o di altre minoranze. E' chiaro che il contrasto di queste forme di alienazione deve essere in primo luogo culturale, di formazione delle giovani generazioni e dell'opinione pubblica, di sviluppo di una sensibilità civile tollerante e aperta all'altro e al diverso, basata su una conoscenza quanto più possibile ampia e critica dei fatti storici. Ma di fronte a fatti specifici, e spesso reiterati, di denigrazione a sfondo razziale e di negazione tendenziosa della verità storica non può non esserci anche una reazione sul piano giuridico e penale del sistema democratico''. Nella passata legislatura il disegno di legge era stato sottoscritto anche dalla senatrice Rita Levi Montalcini.
Il Parlamento è davvero sensibile ai più urgenti e pressanti problemi italiani.
Così rispondono alle emergenze sociali ed economiche, alla spinta disperata degli esodati, dei licenziati, dei sottoccupati, dei senza tetto.
Con la “storia per legge” e con il “divieto di critica” nel caso si venga macellati a colpi di machete.
Ci aveva già provato Alfano a promuovere questa legge orwelliana ma era stata la chiesa di Benedetto XVI  a ostacolare la messa in atto di questa norma bolscevica.
Ora si attende la sua applicazione insieme all'avvento dello Ius Soli.
Speriamo solo che la Nemesi si comporti con i suoi firmatari come lo ha fatto con l'autore della legge Mancino.
 

domenica 26 maggio 2013

Informazione, disinformazione e manipolazione.

Riflessioni a margine di una chiacchierata tra amici.
Chiedo scusa per l'eccessiva lunghezza...

INFORMAZIONE, DISINFORMAZIONE E MANIPOLAZIONE
1.
Alcune sere fa, una conversazione tra amici è caduta, prendendo spunto dai servizi giornalistici sull'incredibile vicenda del soldato decapitato a Londra, sul tema della "credibilità" o "non credibilità" di ciò che la televisione ci mostra.
Tati ha fatto notare che l'atteggiamento dei terroristi, nei filmati, gli pareva strano: sembrava che recitassero.
Io ho semplicemente osservato che noi non abbiamo MAI la possibilità di sapere con certezza se ciò che vediamo in televisione sia vero o costruito ad arte. Ed ho fatto l'esempio dell'attentato "perfetto" avvenuto alcuni giorni fa davanti a Palazzo Chigi proprio nel momento in cui il nuovo governo che si stava insediando (anch'esso, manco a dirlo, "perfetto") aveva bisogno - guarda caso - che avvenisse. Un Paese come il nostro, che di attentati "perfetti" (cioè che accadono sempre esattamente al momento giusto e dei quali non è mai possibile accertare mandanti e finalità) sotto forma di bombe sui treni (e altrove) ne ha conosciuti una serie, dovrebbe essere abbastanza scafato in queste cose…
Credevo di dire un'ovvietà ed invece le mie parole hanno suscitato un dibattito vivace.
La tesi opposta alla mia è stata sostenuta da Pino. Secondo lui, mettere in discussione le versioni ufficiali è un vecchio e odioso vizio che nasce da deformazioni ideologiche di quelli che lui chiama i "complottisti". Afferma che questi "complottisti" provengono spesso da ambienti di estrema destra, ma talvolta anche dalla parte politica opposta, che sono mossi esclusivamente da scopi politici, che non hanno alcuna credibilità e che, in sostanza, non vi sono praticamente mai motivi reali per mettere in discussione le versioni ufficiali.
Pino stesso, però, parlando, ha fatto un esempio clamoroso di una versione ufficiale messa - per fortuna! - in discussione dagli storici che sono giunti così a smentirla e a ricostruire la verità "vera": ha fatto infatti riferimento alla versione iniziale del massacro di Katyn, secondo la quale sarebbe stato eseguito dall'esercito tedesco, mentre si è poi scoperta la responsabilità esclusiva dei sovietici. E non posso certo dimenticare che fu proprio lui a regalarmi, alcuni anni fa, un divertentissimo libro intitolato "Sarà vero. La menzogna al potere.", in cui veniva smentita una serie di bufale spacciate per secoli come verità indiscutibili!   
Credo quindi che la sua sia stata più una provocazione per il gusto della polemica che non la vera convinzione che si debba credere sempre a tutto ciò che appare sullo schermo.
Da parte sua, Stefania ha fatto un commento che trovo estremamente appropriato: ormai siamo sommersi da una mole tale di informazioni che è impossibile sapere cosa è vero e cosa no.  Non si riferiva solo al carattere "alluvionale" dell'attuale sistema informativo, ma, più specificamente, al fatto che spesso le notizie sono proprio di segno opposto e contrastanti le une con le altre.
Gli esempi sarebbero infiniti. Si pensi ad es. alle più autorevoli testate americane (NYT, ecc.) che pubblicano con pari risalto la versione ufficiale dell'11 settembre accanto ad articoli che illustrano la fondatezza e scientificità della versione "alternativa" secondo cui le torri furono minate alle fondamenta, ecc. ecc. Si pensi ancora, altro esempio, alla CNN che divulga la notizia della morte di Osama bin Laden nel 2011 e contemporaneamente la… notizia che quella… notizia è falsa, spiegando con dovizia di particolari perché lo è. Sarebbe come mettere il titolo "I Giants hanno sconfitto i Packers" e accanto, nella medesima pagina, con pari risalto, il titolo "I Packers hanno sconfitto i Giants"!
2.
Vorrei, adesso, tornare sull'argomento discusso tra amici perché credo che il discorso sia un po' più ampio e si presti a qualche riflessioni in più. Il problema infatti non è limitato alla "costruzione di notizie" finalizzate a indurre certe idee nell'opinione pubblica, ma si estende alla "costruzione di fatti" destinati poi ad essere veicolati, con la medesima finalità, all'opinione pubblica. In questo secondo caso, non è la notizia ad essere falsa, ma il fatto!
Banalizzando: perché devo pagare 100 giornalisti per fare circolare la notizia di un attentato mai accaduto, quando posso indurre (pagandolo, o ricattandolo, o in tanti altri modi) un poveraccio a farlo davvero? Perché devo pagare 100 giornalisti per fare circolare la notizia di manifestazioni di razzismo inesistenti quando posso dare 50 Euro a testa a cinque ultras perché facciano un coretto contro il calciatore di colore? Ma l'attentato in un caso, ed il gesto di razzismo nell'altro, sono falsi, perché provocati artificiosamente: senza il mio intervento non sarebbero mai accaduti!  
Gli eserciti e le organizzazioni di intelligence di molti Stati avrebbero parecchio da insegnarci in materia… Ad esempio sulle false flags esiste tutta una letteratura, e se solo pensiamo alla "strategia della tensione" in Italia, che la Commissione Stragi stessa ha riconosciuto essere stata pianificata per finalità di strategia politica usando quattro poveri deficienti pescati tanto negli ambienti neofascisti quanto nell'extraparlamentarismo di sinistra… 
Si crea, chiaramente, una situazione di totale incertezza. Ogni fatto può essere "genuino" o può essere invece stato pilotato e costruito da qualcuno…
Si pensi ai numerosi fatti di sangue di questi ultimi tempi… Breivik a Oslo, Casseri a Firenze… il massacro nel cinema di Aurora… la versione ufficiale è che siano "sempre tutti" pazzi, ma se possibile anche  "sempre" razzisti ecc. ecc. …
3.
Il tema ci porta, chiaramente, alle tecniche di manipolazione della mente e di controllo delle persone. Ed è un tema di assoluta attualità perché l'incredibile vicenda del magistrato Paolo Ferraro, per quanto accuratamente censurata dai media, è ancora ben lontana dal trovare una soluzione.
Ricordiamola con le parole di Massimo Prati, ricavate da suo blog:
Per capire cosa il dottor Ferraro ha detto durante l'audizione tenutasi poco tempo fa a Teramo, da lui stesso chiesta ai Pm, occorre tornare indietro di qualche anno, esattamente al 2008. In quel periodo il magistrato opera a Roma, è una persona rispettata e fa parte di una istituzione importante, come anche oggi d'altronde, quella della Giustizia. Capita si innamori della ex moglie di un "graduato" e la frequenti assiduamente andando spesso a casa sua, alla Cecchignola, in un complesso di appartamenti civili riservati alle famiglie dei militari. Durante la frequentazione, però, si rende conto che qualcosa non è come dovrebbe. Per capire cos'è che non funziona decide di agire in modo pratico. E' convinto che chi ama sia in pericolo ed essendo un magistrato si rende conto che l'unico modo per scoprire cosa sta avvenendo in quella casa, in cui erano presenti anche bambini, è attivare una registrazione che gli sveli il motivo dello strano comportamento e della sofferenza presente sempre più frequentemente nella donna. Già la prima registrazione gli fa intendere di avere a che fare con qualcosa di poco chiaro, quindi continua a registrare... e lo fa per ben 40 volte. Ed ecco che l'impensabile diventa reale. Scopre che gli "ufficiali" in sua assenza entrano nell'appartamento, con chiavi in loro possesso, e non appena all'interno dicono frasi che hanno il potere di far cambiare radicalmente il comportamento di chi abita in quella casa. La donna non è più un essere umano ma diventa un oggetto a cui poter far fare qualsiasi nefandezza, un oggetto che passato "il momento" non ricorderà neppure più quanto le è accaduto. Le resterà la sofferenza ma non la memoria, quelle parole cadenzate infatti contengono il codice segreto che apre e rovescia la sua coscienza.
A questo punto il magistrato si rivolge alla sua istituzione, alla magistratura, ma ciò che ottiene è un incendio intimidatorio appiccato al terrazzo di casa sua. Va in ufficio e parla ai colleghi ed ai superiori di quanto accaduto, vuole agire in fretta perché non c'è più tempo per aspettare, e nel giro di 20 ore viene obbligato ad un "Trattamento Sanitario Obbligatorio", il famigerato "TSO", e sospeso dall'attività in attesa di capire se è sano o mentalmente malato. E' sano il dottor Ferraro, lo stabiliscono gli psichiatri, e conosce i nomi ed i cognomi degli alti graduati che son parte integrante di quanto accade a civili e militari in una caserma della Cecchignola. Ci sono collusioni? C'è qualche "pezzo forte" della magistratura impelagato con chi sta attuando esperimenti su militari e civili? E' per questo che da quel momento viene osteggiato in ogni modo? Ma cosa aveva scoperto di così scabroso tanto da venire emarginato? Aveva scoperto che il Progetto "Mk-Ultra" non era stato abbandonato nel '70, come sosteneva la CIA, ma era stato ripreso negli anni '90, arrivando come prevedibile anche in Italia, ed aveva solo cambiato nome, ora si chiama "Programma Monarch". Una spiegazione a grandi linee è semplice: si prendono persone, meglio se hanno sofferto o stanno soffrendo, e tramite droghe, condizionamenti o anche torture psicologiche (chiaramente attuate da psichiatri), le si costringe a fare, inconsciamente, quanto da sane mai farebbero. Quindi c'è da andare a consegnare droga? Una parola che fa da "codice di avviamento" e la tal persona andrà, senza neppure saperlo, a consegnare droga. E così via col resto, con le violenze sessuali e con quanto altro, anche attentati ed omicidi.
Paolo Ferraro non è pazzo. Non è razzista. Non è antisemita. Fino ad un istante prima di questa vicenda era considerato un magistrato particolarmente preparato e diligente. Ma quando ha sollevato il coperchio sul programma Monarch è stato sospeso istantaneamente dalle sue funzioni dal CSM e subito dopo, con clamorosa violazione delle regole in materia, destituito.
Ora la Procura della Repubblica di Roma ha inoltrato d'ufficio la richiesta di nomina di un amministratore di sostegno. Paolo Ferraro "deve" - anche lui - essere dichiarato pazzo benchè esistano 6 (sei) perizie psichiatriche che attestano la sua piena salute mentale. Ma, per assurdo, questo è nel suo interesse. I suoi difensori (nomi e cognomi, prego: avv. Antonella Rustico, avv. Salvatore Frattallone, avv. Alfonso Luigi Marra) parlano chiaro (stralcio dal comunicato del 17.5.2013):
Paradossalmente il Dott. Mario Rosario Ciancio – Presidente della I Sezione bis dell’Ufficio del Giudice Tutelare del Tribunale Civile di Roma – che ovviamente sa tutto (sono cose di dominio pubblico), e che ha dichiarato che si pronunzierà entro un mese circa, potrebbe decidere di dichiarare pazzo il pur sanissimo PM Paolo Ferraro per salvargli la vita. È vero infatti che se venisse riconosciuta la sua d’altra parte palese sanità e venisse ripristinato nel suo ruolo di PM causerebbe un maxi processo in seguito al quale moltissimi magistrati e uomini di punta delle istituzioni italiane ed europee, del Governo, dell’esercito, dei media eccetera sarebbero travolti. La magistratura non può permettersi il lusso che Paolo sia sano di mente. Paolo su queste cose ha fatto delle indagini come PM, ed ha in mano prove, fatti e cose che possono dimostrarle in un processo, ed era lì lì per presentare le richieste di arresti e rinvii a giudizio. Un processo che, se lo ripristinassero nel ruolo, non sarebbe più possibile insabbiare, come si è sempre fatto.
Il Progetto MK-Ultra, ora denominato Programma Monarch, in America è ben noto. Il Congresso degli Stati Uniti se ne è occupato più volte e la relativa documentazione non è più secretata (esempio di documentazione risalente al 1977: http://www.nytimes.com/packages/pdf/national/13inmate_ProjectMKULTRA.pdf). Non è una leggenda né un mito, è un progetto scientifico molto serio che persegue lo scopo di elaborare un metodo, che sia più efficiente della troppo artigianale ipnosi, per costringere le persone a compiere determinate azioni, ottenendo nel contempo il risultato non registrare tali azioni nella loro memoria.   In Italia se ne parla adesso, grazie alle indagini del povero Paolo Ferraro.
Il quale ci insegna che forse non è vero che TUTTI questi attentatori e stragisti sono SEMPRE TUTTI pazzi…
Altro che credere a ciò che vediamo in tv…

domenica 19 maggio 2013

Interessantissima intervista alla Presidente di Federitalia.

Da leggere.
E poi, quando dico che siamo diventati una nazione isterica, datemi ancora torto...
Per fortuna non tutti sono rassegnati al disastro.
Wally Bonvicini non lo è:
http://www.movimentoperlagente.it/it/news_press/scheda.php?id=1053

sabato 11 maggio 2013

venerdì 26 aprile 2013

Mezzi di disinformazione di massa.

Da molto tempo, ormai, le persone di buon senso evitano accuratamente i media istituzionali, ben conoscendone l'effetto diseducativo e disinformativo.
Questo bell'articolo di Marcello Foa ci convince che facciamo bene ad evitarli.
Dal sito blog.ilgiornale.it:

La notizia è falsa. Si pubblichi!, di Marcello Foa

Questo è un piccolo esempio di come funzioni l’informazione e come sia facile creare miti basati sul nulla.
La settimana scorsa mi telefonda la giornalista di una nota trasmissione pomeridiana italiana, dal taglio popolare. Mi dice:
“Vorremmo intervistarla sulle prossime elezioni a Lugano (svolteri questo fine settimana, n.d.r.)”
“Volentieri”, rispondo sorpreso.
“Sa vogliamo capire perché i ticinesi vogliono cacciare gli italiani”
“Scusi?”
“Si abbiamo letto degli articoli sulla stampa italiana. La campagna elettorale è stata incentrata sull’eccessiva presenza degli italiani nel Canton Ticino. ”
“Si sbaglia di grosso – replico – L’elezione a Lugano è stata segnata dalla morte del leader della Lega dei Ticinesi, Giuliano Bignasca e dalla sfida dal candidato leghista Marco Borrradori al sindaco uscente, il liberale Giorgio Giudici”.
“Ma ci sono stati anche dei manifesti e una forte propaganda anti italiana”.
“Il manifesto a cui lei si riferisce è stato affisso da un partito Udc con lo slogan “giovani, restiamo in mutande” ed è passato praticamente inosservato. La questione dei frontalieri che lavorano in Ticino è nota da tempo, la Lega ne ha fatto un cavallo di battaglia, ma questa volta non ne ha parlato quasi nessuno.”
“Ma lo ha scritto la Repubblica”
“E la Repubblica ha preso un abbaglio. Scrivere che gli italiani vogliono cacciare gli italiani fa titolo, ma non corrisponde a quanto avvenuto in campagna. E nell’intervista lo dirò chiaramente”.
“Capisco, la ringrazio tanto. Allora la chiamo entro domani e fissiamo l’appuntamento per l’intervista”, mi risponde lei con un filo di imbarazzo.
Era mercoledì e  ovviamente non mi ha più chiamato. Non so cosa sia andato in onda, ma è molto probabile che la tesi iniziale non sia stata corretta. Come capita quasi sempre  - soprattutto in tv ma non solo – quando un giornalista – o una fonte – smentisce o relativizza la tesi che piace al caporedattore o all’autore del programma, il quale non giudica nel merito ma cerca solo ciò che fa audience. E non gliene importa nulla se quel che va in onda non solo non è vero, ma nemmeno verosimile. Quando la notizia falsa rafforza un luogo comune o un pregiudizio radicato nell’opinione pubblica, la possibilità di correggere il tiro è praticamente impossibile.
Questo episodio è minore, ma emblematico di una consuetudine consolidata nei grandi media e che ho avuto modo di verifiare personalmente più volte. Perchè fare audience con notizie vere interessanti, emozionanti è molto più difficile e faticoso, mentre basta un bel luogo comune, basato su un indizio apparentemente credibile (l’articolo di Repubblica) per far salire lo share. Vuoi mettere?